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Recentemente è stata posta una controindicazione all'uso del dolasetron mesilato nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni: sono state evidenziate modifiche dell'intervallo QTc in bambini e adolescenti, con casi singoli di aritmia sopraventricolare e ventricolare, arresto cardiaco e infarto del miocardio.

Un recentissimo studio nell’animale (1), condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università olandese di Utrecht, ha dimostrato che sia la azitromicina che la moxifloxacina non causano TdP e possono essere usati con sicurezza nella pratica clinica.

  1. Thomsen MB, Beekman JD, Attevelt NJ, Takahara A, Sugiyama A, Chiba K, Vos MA. No proarrhythmic properties of the antibiotics Moxifloxacin or Azithromycin in anaesthetized dogs with chronic-AV block. Br J Pharmacol. 2006;149(8):1039-48. Epub 2006 Nov 6.

 

Attenzione

 

Un libro intitolato " Long QT heart Syndrome - The cause and the cure " è venuto alla mia attenzione ed è con molta preoccupazione che sento l’obbligo di avvertire i pazienti sull’ “assurdo” medico del contenuto di questa pubblicazione che fornisce messaggi fuorvianti che, se seguiti, possono essere fatali per i pazienti con LQTS.

L’autore parla dei sintomi della LQTS in termini di “cuore in gara” in risposta all’attività nervosa stimolata dalla frustrazione e da scorrette posizioni del corpo.

Egli non realizza che i pazienti con LQTS non hanno “un ritmo cardiaco rapido” bensì essi hanno aritmie maggiori e talora arresto cardiaco per il fatto che il loro cuore è intrinsecamente anormale.

Una patologia come la LQTS non può essere curata con la dieta, il controllo comportamentale e il controllo della postura.

Non voglio trascurare il potenziale contributo del controllo delle emozioni, l’evitare le frustrazioni e la terapia comportamentale nel trattamento della LQTS, ma desidero mettere in guardia i pazienti che la LQTS richiede una valutazione e un trattamento da parte del cardiologo che sia esperto nel management dei pazienti affetti da questa patologia e che abbia visto più di tre casi simili come affermato dal signor Battern. Un approccio comportamentale può essere considerato come un supporto potenziale utile in individui selezionati in aggiunta all’appropriato trattamento medico.

Spero che il signor Battern capirà la tremenda responsabilità che si sta prendendo tentando di disseminare false interpretazioni riguardo questa patologia potenzialmente letale. In assenza di dati scientifici, basati sull’osservazione di pochi casi con diagnosi incerta di LQTS, il signor Battern e la sua associazione di Soluzioni Energetiche stanno diffondendo informazioni fuorvianti a pazienti e familiari che, se scoraggiati a credere nei loro cardiologi, possono correre gravi rischi di morte.

Se anche un solo paziente sospenderà le cure effettive (betabloccanti) o rifiuterà un defibrillatore impiantabile considerato necessario dal cardiologo, per seguire l’irresponsabile messaggio del signor Battern, egli dovrà essere considerato responsabile delle potenziali maggiori conseguenze per la salute e il benessere di quel paziente.

Silvia G. Priori (MD,PhD), Università di Pavia

 

SCREENING ELETTROCARDIOGRAFICO PER TUTTI I NEONATI PER IDENTIFICARE CONDIZIONI CARDIACHE A RISCHIO DI VITA.

Articolo datato: 16 Luglio 2006

Gli specialisti cardiologi in Italia hanno chiesto ai vari Ministeri della Salute di considerare con urgenza la possibilità di introdurre uno screening elettocardiografico per tutti i neonati di tre quattro settimane di età allo scopo di rilevare una condizione genetica che mette a rischio la vita e che è detta sindrome da QT lungo (LQTS).

Le prove che essi hanno raccolto dagli ECG di 45.000 neonati, che sono raccolte in uno studio ancora non pubblicato, associate ad un’analisi dei costi, hanno dimostrato che un significativo numero di morti improvvise potrebbero essere evitate per meno di 12.00 euro per ciascun anno di vita salvato.

I risultati dello studio sull’analisi dei costi sono stati pubblicati on-line (13 luglio) sull’European Heart Journal[1].
Lo studio, condotto dal Prof. Peter J. Schwartz dell’Università di Pavia, si incentra sulla LQTS che può determinare morte improvvisa nei ragazzi e negli adulti e che, quando avviene nel neonato, è in genere mal definita come morte improvvisa nel neonato (sudden infant death syndrome =SIDS).

Infatti, il Prof. Peter J. Schwartz e collaboratori hanno recentemente completato uno studio in più di 200 vittime della SIDS in Norvegia e hanno trovato alterazioni genetiche da LQTS in circa il 10% dei casi. Ciò indica che un precoce trattamento della LQTS potrebbe prevenire alcune morti etichettate come SIDS perché, una volta identificata, può essere trattata con successo nelle maggior parte dei casi con betabloccanti o, talora, con la denervazione simpatica o l’uso di defibrillatori impiantabili.
Sebbene il fulcro dello studio su 45.000 neonati era di identificare quelli affetti da LQTS, la ricerca ha rivelato inaspettatamente anche 4 casi con altre due forme di alterazioni cardiache a rischio di vita: la coartazione aortica (CA) e l’origine anomala dell’arteria coronarica di sinistra dall’arteria polomonare (ALCAPA), che non erano state evidenziate nello screening iniziale. Questi risultati hanno condotto direttamente ad estendere l’analisi dei costi anche a queste due patologie congenite.

Il prof. Schwartz ha dichiarato che “il nostro studio dimostra chiaramente che lo screening neonatale è altamente efficace in base al rapporto costo-benefici e che un numero significativo di vite può essere salvato, oltre 230-250 per anno nei 15 paesi dell’EU, con un costo obiettivamente ridotto.
Sebbene i costi possono variare da paese a paese, il calcolo del costo per introdurre lo screening in Italia può variare più o meno del 30% nei vari paesi europei.
La letteratura medica nel passato ha fatto registrare una variabilità dell’incidenza della LQTS da 1:5000 a 1:20.000. Il team di Pavia ha trovato nello studio su 45.000 neonati un intervallo QT marcatamente lungo in circa 1 caso su 1.000. In più del 50% di essi il Prof. Schwartz ha identificato una mutazione genica responsabile della LQTS. Ciò significa che la prevalenza è probabilmente intorno a 1:2500; più alta che nelle stime precedenti”.
”Il costo per anno di vita salvato, identificando e trattando la LQTS è davvero molto basso: 11.740 euro; per salvare una vita di 70 anni quindi circa 820.000 euro. Quando, per considerare quello che accade nel mondo, includendo anche le altre due patologie congenite che lo screening ha evidenziato, allora il costo per anno di vita salvato è solo circa 7.000 euro o, per una vita di 70 anni, circa 490.000 euro.

Il prof. Schwartz ha detto che 220 dei 550.000 neonati per anno in Italia sono affetti da LQTS. Senza lo screening ECG 13,5% possono morire precocemente, mentre con lo screening questa percentuale si riduce al 3,2%, salvando così 23 vite all’anno. Inoltre, lo screening può prevenire anche 4 morti in più legate alle altra due patologie congenite osservate. In totale quindi, lo screening in Italia potrebbe salvare 27 vite all’anno.”

Il Prof. Schwartz ha elencato i potenziali benefici clinici dello screening per la LQTS:

  • Possiamo trattare il neonato, proteggendolo da aritmie e riducendo le morti nell’infanzia e negli anni successivi;
  • Possiamo identificare altri membri della famiglia affetti da LQTS che sono a rischio di morte improvvisa;
  • Trattando tutti i neonati che mostrano LQTS possiamo anche proteggere quelli a rischio di morte nei primi mesi di vita e che sono etichettati come casi di SIDS;
  • Inoltre, i nostri risultati inaspettati circa le due sindromi congenite (coartazione aortica e ALCAPA) ci indicano la possibilità di svelare quaeste patologie a cui la chirurgia può cambiare radicalmente la prognosi;
  • I genitori dei neonati hanno il diritoo di sapere dell’esistenza di una patologia non comune che è potenzialmente letale, ma che per essa esiste un trattamento efficace e sicuro e che può essere diagnosticata con un semplice ECG. I cittadini europei e quelli che pagano le tasse devono essere informati su cosa si può fare e quali sono i costi per ridurre le morti improvvise nei giovani.
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